Criteri numerici e peculiarità del territorio
Nei paragrafi seguenti si osserverà la seguente suddivisione dei comuni:
- Piccolissimi: fino a 1000 abitanti
- Piccoli: tra 1001 e 5000
- Medio piccoli: tra 5001 e 20000
- Medi: tra 20001 e 50000
- Medio grandi: tra 50001 e 150000
- Grandi: più di 150000 abitanti
Questa suddivisione ingenera in realtà qualche difficoltà, innanzi tutto legata alle province di Belluno e Rovigo, visto che in esse non si trova alcun comune di dimensioni medio grande o grande. Nel primo caso la natura del territorio, prevalentemente montuoso, non ha favorito la formazione di grossi agglomerati urbani; inoltre, l’economia (per lunghi secoli agricola e artigianale) e l’assenza di vie di collegamento importanti hanno condizionato lo sviluppo urbano favorendo la comparsa di centri più piccoli e collocati strategicamente sul territorio. Nel caso del Polesine la vocazione prevalentemente agricola della regione ha comportato il formarsi di centri urbani piccoli e diffusi, più adatti all’economia rurale.
La seconda premessa riguarda, per l’intero Veneto, la (relativa) scarsità di centri medio grandi o grandi anche per le province del Veneto centrale: le province di Verona, Vicenza Padova, Treviso, Venezia presentano ciascuna al più un solo centro urbano grande, ovvero il capoluogo, e tutti gli altri comuni si attestano nella fascia da medio in giù. Per una maggiore leggibilità i due centri mediograndi e i tre grandi sono stati accorpati in un’unica mappa.
Tabella da inserire:
Tabella 1: Suddivisione comuni per numero abitanti
Provincia | Piccolissimi | Piccoli | Medio piccoli | Medi | Medio grandi | Grandi |
Belluno | Numero comuni: 17 Percentuale stranieri: 4% | Numero comuni: 32 Percentuale stranieri: 5% | Numero comuni: 9 Percentuale stranieri: 7% | Numero comuni: 2 Percentuale stranieri: 10% | Numero comuni: 0 Percentuale stranieri: -% | Numero comuni: 0 Percentuale stranieri: -% |
Padova | Numero comuni: 1 Percentuale stranieri: 5% | Numero comuni: 45 Percentuale stranieri: 7% | Numero comuni: 48 Percentuale stranieri: 9% | Numero comuni: 6 Percentuale stranieri: 9% | Numero comuni: 0 Percentuale stranieri: -% | Numero comuni: 1 Percentuale stranieri: 17% |
Rovigo | Numero comuni: 4 Percentuale stranieri: 15% | Numero comuni: 37 Percentuale stranieri: 10% | Numero comuni: 8 Percentuale stranieri: 8% | Numero comuni: 1 Percentuale stranieri: 11% | Numero comuni: 0 Percentuale stranieri: -% | Numero comuni: 0 Percentuale stranieri: -% |
Treviso | Numero comuni: 1 Percentuale stranieri: 14% | Numero comuni: 30 Percentuale stranieri: 10% | Numero comuni: 55 Percentuale stranieri: 9% | Numero comuni: 7 Percentuale stranieri: 11% | Numero comuni: 1 Percentuale stranieri: 15% | Numero comuni: 0 Percentuale stranieri: -% |
Venezia | Numero comuni: 0 Percentuale stranieri: -% | Numero comuni: 8 Percentuale stranieri: 9% | Numero comuni: 27 Percentuale stranieri: 9% | Numero comuni: 8 Percentuale stranieri: 9% | Numero comuni: 0 Percentuale stranieri: -% | Numero comuni: 1 Percentuale stranieri: 16% |
Verona | Numero comuni: 5 Percentuale stranieri: 8% | Numero comuni: 46 Percentuale stranieri: 11% | Numero comuni: 41 Percentuale stranieri: 11% | Numero comuni: 5 Percentuale stranieri: 13% | Numero comuni: 0 Percentuale stranieri: -% | Numero comuni: 1 Percentuale stranieri: 15% |
Vicenza | Numero comuni: 10 Percentuale stranieri: 5% | Numero comuni: 51 Percentuale stranieri: 6% | Numero comuni: 45 Percentuale stranieri: 7% | Numero comuni: 6 Percentuale stranieri: 13% | Numero comuni: 1 Percentuale stranieri: 16% | Numero comuni: 0 Percentuale stranieri: -% |
VENETO | Numero comuni: 38 Percentuale stranieri: 6% | Numero comuni: 249 Percentuale stranieri: 8% | Numero comuni: 233 Percentuale stranieri: 9% | Numero comuni: 35 Percentuale stranieri: 10% | Numero comuni: 2 Percentuale stranieri: 15% | Numero comuni: 3 Percentuale stranieri: 16% |
La tabella si basa sull’elaborazione di dati aggiornati al 01/01/2025.
Mappe
Le mappe sono elaborate a livello provinciale, per evidenziare le difformità di distribuzione nelle varie zone.
Come premesso, visto il numero limitato di comuni mediograndi e grandi, le due categorie sono state accorpate in un’unica mappa.
Le mappe sono state elaborate direttamente su Excel, usando la funzione integrata nel software di tracciamento di un grafico su una carta geografica. La legenda è stata normalizzata, in un range di percentuali tra lo 0 e il 20%, per una maggior precisione e uniformità.
Si nota una fluttuazione piuttosto accentuata nei valori per i comuni piccolissimi, con l’intervallo tra il dato minimo (4%) e massimo (15%) di 11 punti percentuale, mentre più contenute appaiono le disparità al crescere della dimensione dei comuni. Inoltre, i dati delle province di Treviso e Rovigo appaiono abbastanza fuori scala rispetto agli altri. Per quanto riguarda Treviso, il valore atipico è dovuto al fatto che nella provincia si trova un solo comune sotto i mille abitanti (ovvero Portobuffolè), e che in questo comune la percentuale di stranieri è del 14%, piuttosto sopra la media. Per quanto riguarda Rovigo, dei quattro comuni classificati come “piccolissimo” due hanno percentuali nella media, mentre due comuni riportano una percentuale di stranieri del 17% e del 24%, andando ad alterare (visto il basso numero di campioni) la media provinciale. Questo porta quindi a chiedersi quali possano essere i fattori di attrazione in comuni svantaggiati dal punto di vista economico e logistico, e come mai queste zone diventino meta di immigrazione.
Si tenga infine conto che per il comune trevigiano e per tutti e 4 i comuni polesani piccolissimi il saldo naturale nell’anno 2024 è negativo, e che solo l’arrivo di immigrati (da qualsiasi provenienza) porta un ricambio della popolazione ed evita lo spopolamento del sito. Questo potrebbe contribuire a spiegare la (relativamente) alta percentuale di stranieri sul territorio.

