Composizione delle famiglie immigrate
I numeri e la distribuzione della popolazione straniera
Per quanto riguarda il Veneto, il numero di immigrati regolari registrati al 1° gennaio 2023 è di 498.127 individui, pari al 10.3% della popolazione, distribuita in maniera abbastanza irregolare sul territorio, come da tabella seguente:
Tabella 1: Stranieri residenti
| Province | Stranieri residenti | Percentuale stranieri |
| Verona | 111.175 | 12.0 |
| Padova | 96.639 | 10.4 |
| Treviso | 89.748 | 10.2 |
| Venezia | 87.823 | 10.5 |
| Vicenza | 80.631 | 9.5 |
| Rovigo | 19.912 | 8.7 |
| Belluno | 12.199 | 6.2 |
| Veneto | 498.127 | 10.3 |
Il numero e la percentuale di stranieri residenti sono mostrati nelle figure seguenti:
[stranieri_logaritmica stranieri_residenti_percentuale]
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Si può anche mettere in evidenza l’evoluzione della presenza di cittadini di origine straniera, come da figura seguente:
[veneto_incremento_stranieri_2019_2025]
All’interno di questa popolazione immigrata si trovano variazioni sensibili, sia per fascia d’età che per istruzione, reddito o prospettive.
Qui si ritiene utile mettere in evidenza il dato relativo alla quota di individui maschi o femmine, che può essere un dato utile per diversi aspetti: innanzi tutto alcuni lavori sono tradizionalmente associati ad un certo genere, come ad esempio l’edilizia per i primi o l’assistenza domiciliare. Inoltre, un equilibrio nella quota di genere della popolazione straniera potrebbe indicare una stabilità raggiunta, e che i flussi migratori si sono stabilizzati, avendo quindi una situazione dove i lavoratori stranieri non sono di passaggio, ma che si stanno creando famiglie, e che verosimilmente si stanno integrando.
Una presenza rilevante di femmine porta poi a due considerazioni: la presenza di donne in età fertile è uno dei motori che contrasta il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione; poi si rende necessaria la programmazione e la realizzazione del relativo welfare, con attenzione speciale per una specifica assistenza medica e supporto per le madri.
[veneto_percentuale_donne_2025_top5]
Composizione delle famiglie e numero di componenti
Appaiono abbastanza chiaramente alcune differenze tra le famiglie composte da italiani o da stranieri. Si rilevano qui due tendenze di massima, che grafici e mappe evidenziano, riguardanti il numero di componenti del nucleo familiare (dissimile tra italiani e stranieri) e la variazione nel tempo del numero di componenti.
[percnucl23]
La figura precedente appare di non immediata lettura, tuttavia è utile per illustrare una delle tendenze sopra citate, e che si ritroverà anche in seguito: le famiglie straniere in Veneto mostrano una polarizzazione netta. Da un lato ci sono i singoli, spesso lavoratori di recente immigrazione o assistenti familiari che vivono isolati dal nucleo d’origine. Dall’altro, i ricongiungimenti portano alla creazione di famiglie numerose (4 o più componenti), dato che il tasso di natalità straniero è storicamente più alto di quello italiano (come illustrato più avanti).
La figura mostra (nell’ordine) i nuclei formati da soli italiani, da soli stranieri o nuclei misti, con questi ultimi che presentano caratteristiche simili a quelli di soli stranieri, avendo una preponderanza di famiglie mononucleari oppure di famiglie numerose.
Per quanto riguarda la differenziazione tra province, essa non appare particolarmente accentuata, e (fatte salve alcune peculiarità legate al territorio) la tendenza sopra descritta si ritrova in tutto il territorio veneto.
La polarizzazione dei nuclei familiari è un termometro abbastanza preciso del processo di integrazione:
- Il “singolo” è in attesa: spesso vive una fase di integrazione sospesa. La sua mobilità è massima, ma il legame con il territorio è debole, poiché il suo obiettivo è il risparmio da inviare in patria. Questo isolamento può ostacolare l’apprendimento della lingua e la creazione di reti sociali locali.
- La famiglia è indice di radicamento: Il passaggio alla composizione di un nucleo stabile (tramite ricongiungimento o matrimonio) segna l’integrazione definitiva. La casa diventa il centro degli interessi e i figli, frequentando le scuole venete, fungono da “ponti” culturali, costringendo i genitori a interagire con istituzioni, sanità e vicinato.
[compnucit20e23 compnucstr20e23]
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Si può tentare di individuare un trend nella formazione di nuclei familiari composti da più di due individui, che potrebbe indicare la formazione di una famiglia.
Le figure che seguono illustrano quale è stata la crescita più netta tra il 2020 e il 2023: tra le famiglie mononucleari segnate in rosso), quelle con due o tre individui (arancio e giallo), oppure se la crescita più rilevante si è osservata tra le famiglie con 4 o più appartenenti. La prima figura rappresenta le famiglie italiane, e a seguire si è messa anche quella relativa a famiglie straniere per un confronto.
Una precisazione indispensabile è ricordare che questa mappa mostra solo dove si stanno formando nuclei più numerosi, non mostra il numero di componenti, né può essere considerata un indice di integrazione in senso assoluto: è solo un tentativo di dare conto di un fenomeno, ovvero della variazione dei componenti del nucleo familiare.
[indice_famiglie]
A questo punto potrebbe essere utile una stima del numero di componenti del nucleo familiare, ed effettuare un confronto tra italiani e stranieri.
[componenti_nucleo_it e str componenti_differenza_nuclei_finale]
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Tasso di fecondità
Il rapporto OCSE considera il tasso di fecondità un indicatore rilevante per il processo di integrazione. Vari sono i motivi per mettere in evidenza tale dato, ad esempio, come visto sopra, la formazione di un nucleo familiare implica stabilità, e i figli sono un fattore potente di integrazione per la formazione di legami a scuola e nella società. Va poi considerato la stabilità economica necessaria per la scelta consapevole di avere figli, e la spinta all’accesso stabile nel mercato del lavoro per madri e padri.
Un’altra considerazione possibile nell’analisi del tasso di fecondità è il raffronto tra il tasso di fecondità delle madri straniere rispetto a quelle italiane, e la verifica di un eventuale convergenza del modello dell’immigrato alla modalità comune del paese di arrivo. In altre parole, un fattore di integrazione potrebbe essere rappresentato dalla diminuzione del numero di figli delle donne straniere, arrivando ad avvicinarsi al (basso) numero di figli delle donne italiane.
[fec_ita fec_str]
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I dati precedenti mostrano una diffusa e generalizzata diminuzione del tasso di fecondità tra madri italiane e straniere; le prime, pur con varie oscillazioni, mostrano una tendenza leggera al ribasso, mentre le seconde che mostrano una diminuzione abbastanza accentuata e diffusa su tutte le province.
La figura che segue mostra sul territorio le variazioni del dato, sia in valori assoluti che percentuali tra il 2004 e il 2024. Una scala uniforme evidenzia la diminuzione relativamente contenuta per le madri italiane, rispetto a un calo più evidente per le donne straniere.
[fecitastr fecvariaz]
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Questo dato è quello riportato dall’Istat, può tuttavia risultare utile calcolare quello che si definisce Tasso di Fecondità Totale (TFT), ovvero il numero stimato di figli per donna.
Ne risultano le mappe seguenti, dove il tasso fecondità è stato suddiviso in sei fasce (o sestili), e ad ogni fascia è stata assegnata una colorazione. Tutte le mappe usano la stessa scala, per dare conto della variazione nel tempo e delle differenze tra nativi e immigrati.
[tft_2010_sestili tft_2025_sestili variazione_tft]
Un altro fattore che potrebbe indicare un avvicinamento al modello occidentale è la fecondità per età. La figura che segue mostra l’evoluzione del tasso di fecondità specifico per le madri italiane e straniere, negli anni 2004, 2014, 2024. Nel grafico i dati associati mostrano uno spostamento del tasso fecondità massima per le madri straniere verso età più avanzate (oltre a una sensibile diminuzione dello stesso).
Il dato sarebbe rappresentabile provincia per provincia, ma appare di difficile lettura, e si è scelto di fare un grafico che riporta i dati di tutto il Veneto.
[feconditapereta]
Corollario al grafico precedente potrebbe essere un grafico che rappresenta, sempre per il Veneto, l’età media al parto delle madri italiane e straniere, e la differenza tra i due valori nel tempo, che va riducendosi, sempre al netto di leggere oscillazioni.
[fec_etamediaalparto]

















