Istruzione

Un aspetto importante da considerare per quanto riguarda i fattori di integrazione è l’istruzione.

Per cominciare “la scuola costituisce uno spazio fondamentale per l’integrazione sociale di bambini e ragazzi. La scuola è allo stesso tempo un luogo di apprendimento e un luogo di interazione con i pari e con gli adulti e – in quanto tale – è da sempre considerata il secondo agente di socializzazione dopo la famiglia”[1].

Va poi considerato che l’istruzione da un lato porta a una migliore conoscenza della lingua, e dall’altro richiede uno sforzo per migliorare la competenza nella stessa, e la capacità linguistica è fondamentale per l’accesso ai servizi, alla sanità, alla burocrazia, per l’esercizio dei propri diritti e per la consapevolezza dei doveri sociali e delle leggi dello stato.

L’istruzione poi comporta un miglior accesso a lavori qualificati, e facilita la mobilità sociale, oltre a porre un parziale freno a posizioni estremiste e radicali.

Questi elencati sono solo alcuni dei motivi per considerare l’istruzione un fattore primario per l’integrazione, per avere un quadro più ampio si faccia riferimento alla sitografia.

Una prima valutazione si può fare confrontando gli italiani con titolo di studio medio-basso, oppure con titolo di studio alto, e gli stranieri, come mostrato nelle figure seguenti.

[mappa_istruzione_italiani_2023 mappa_istruzione_stranieri_2023]

Mentre per gli italiani potrebbe essere possibile individuare una tendenza generale (ovvero una percentuale maggiore di laureati nei centri maggiori per popolazione o dinamismo economico), appare meno immediato osservare un trend per gli stranieri.

Si è costruito un indice che aggrega i livelli di istruzione alto, medio e basso, per rappresentare con una sola immagine il livello generale di istruzione della popolazione italiana e straniera, ottenendo le mappe che seguono. L’indice è stato costruito pesando i titoli di studio. La costruzione di un indice aggregato presenta sempre il rischio di presentare un dato poco rilevante, o diluire i dati alti e bassi presentando una media piatta, o di soffrire di picchi nei comuni con pochi abitanti. Sembra comunque utile una mappa che con un solo indice cerca di evidenziare i territori dove la popolazione è mediamente più o meno istruita.

Come nelle mappe precedenti, appare una concentrazione di laureati più alta per gli italiani nei centri maggiori e nei loro dintorni (anche perché i capoluoghi di provincia sono sedi universitarie), e una distribuzione più irregolare per gli stranieri.

[indicatore_istruzione_italiani_2023 indicatore_istruzione_stranieri_2023]

Oltre ai dati assoluti relativi al livello di istruzione della popolazione, appare utile evidenziare la variazione dei suddetti titoli.

Si è fatto un raffronto tra gli anni 2018 e 2023, e poi tra il 2021 e 2023 per italiani e stranieri, e l’analisi si è concentrata sul raggiungimento di un titolo di studio alto. Il risultato è presentato nelle mappe che seguono.

Per gli italiani emerge un aumento costante, con pochi picchi, mentre una variazione più irregolare per gli immigrati, che può essere dovuta a vari fattori, ma che in generale risulta positiva e (relativamente) più accentuata di quella degli italiani.

 

 

[variazione_istruzione_alta_1823 variazione_istruzione_alta_2123 varlaurea]

[1] Identità-e-percorsi.pdf p.39

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